Barba di Becco

E questa è la pianta del risotto, qualche anno fa avevo partecipato a un ne settimana di Alimurgia in cui, assieme a un’amica facevamo la raccolta delle piante e poi le cucinavamo assieme nella casetta della signora Minù nell’alta Val Cenischia. Una giornata magica, forse è proprio questa la pianta mi ha lasciato nel cuore la passione per l’alimurgia. 


Tragopogon pratensis

Struttura della pianta

Ha un fusto eretto, una leggera peluria con una struttura nodosa alla congiunzione dei suoi segmenti. Ha foglie strette a lancia che girano attorno al fusto.

Nella sommità della pianta si formano dei ori che si aprono assomigliando leggermente a quelli del Tarassaco aperti, mentre come nella foto, sono a cono quando sono chiusi. Ha la peculiarità che il ore di giallo intenso si chiude attorno a mezzo giorno o quanto fa brutto tempo.

La sua raccolta deve essere fatta quando la pianta è ancora  con il bocciolo chiuso, se ogni tanto trovate della schiuma sul ore o attorno alle foglie sono alcune larve che si arrampicano sulla pianta. Basta lavare bene la pianta prima di cucinarla o usarla in genere.


Dove e quando cresce


E’ una pianta biennale che ha la sua oritura da Aprile a Settembre. La si trova in terreni ricchi di rocce e ciottoli su quasi tutto il territorio italiano escluse le isole no ai 2mila metri (s.l.d.m).


Proprietà

Nell’area fitoterapica la tintura madre della Barba di Becco (non così tanto comune – più comune è la tintura alcolica popolare che viene fatta in casa) viene prodotta con le sole radici che vengono raccolte a ne ciclo di vita della pianta (settembre) ed essiccate. Possiamo trovare anche il decotto sempre con le radici. Le foglie vanno consumate fresche e non hanno nessun fine curativo.

Il resto della pianta deve essere consumato fresco e lo vediamo nella sezione cucina.

Le sue caratteristiche esaltano l’appetito, sono depurative, diuretiche (ha un sapore di asparagi) e sudorifere. Il fatto che sia una pianta dalla radice depurativa riesce a dare buoni risultati anche per le problematiche legate all’apparato respiratorio visto il collegamento tra fegato e polmoni.


Uso in cucina

E’ una pianta conosciuta no dall’antichità il cui sapore sembra simile a quella degli asparagi. Viene usata tutta la pianta per zuppe, paste e frittate. Ci avevo fatto un risotto con la stessa preparazione di quello degli asparagi, di tutto rispetto – oh be… senza mancare di rispetto alla pianta.

Oltre al gusto di asparagi, per alcuni pare che la pianta sappia solo di carota mentre altri, soprattutto la parte della radice, sa di ostriche. Sarà per il suo sapore delicato da addito a  diverse interpretazioni. A me aveva ricordato molto gli asparagi.

Ci sta anche la preparazione a vapore, salata in ultimo a cui va aggiunto un lo d’olio.

La sua lunga conoscenza ha spinto alcuni anche alla coltivazione, la pianta di coltivazione è più grande di quelle trovata naturalmente.

Appetito a al prossimo appuntamento.



Immagini: pixabay.com


NOTA

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