La pratolina

Aggiornato il: 16 set 2018

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E questa è la pianta del “M’ama non m’ama”, cosa che ho praticato molto poco da (più) giovane in quanto, avendo quella faccia inequivocabilmente da sgato, stavo più che altro a piagnucolare in un angolo per attirare l’attenzione invece che sognare il fatto che la mia bella, una tipa del paese, fosse interessata più a me che alla merenda che le elargivo a ricreazione tutte le volte.

Non è una pianta in pericolo di estinzione ma, mi raccomando, mai estirpare la pianta interamente, abbiamo rispetto della natura che abbiamo attorno. Quando ero a scuola di naturopatia mi hanno insegnato che se tracciassimo un cerchio di 10 chilometri attorno a noi (fuori da una delle nostre belle città con i loro mostri architettonici) la natura ci metterebbe a disposizione tutte le cure di cui abbiamo bisogno sottoforma di pianta. 



Bellis Perennis

Struttura della pianta

E’ una piccola pianta con una radice ingrossata (a rizoma) con piccole radichette dalla quale dipartono le foglie a mazzetto dalla forma di spatola con la parte larga verso l’esterno mente quella più appuntita verso il centro che si colora spesso di rosso. Spesso iniziano con il colore rosso anche gli steli leggermente pelosi del ore che esce dal centro della pianta verso l’alto per un massimo di una ventina di centimetri.

I ori sono divisi in forme isolate che hanno mediamente un diametro di 2 centimetri con una corolla (ligula) bianca che spesso contiene una bordatura magenta o rossa. Il ore centrale alla corolla è giallo. Produce un piccolo frutto a forma di achenio (seme molto piccolo e peloso simile a un bruscolino con scorza gialla leggermente pelosa).


Dove e quando cresce

E’ una panta praticamente perenne, cresce in tutta Italia a quasi tutte le altitudini (no ai 2000 metri sopra il livello del mare) in quanto è capace di sopportare temperature molto rigide o particolarmente torride. E’ una pianta dei prati incolti che si trova comunemente.


Proprietà

Nell’area fitoterapica la tintura madre della Pratolina lavora molto bene nelle problematiche della pelle e degli organi che possono essere responsabili della sua inammazione.

Non deve essere confusa con la camomilla, questa pianta lavora bene come antinammatorio e antisettico sia nelle malattie del fegato che della pelle come piaghe o problematiche in genere (spesso la disfunzione del secondo produce le problematiche del primo). E’ anche un antispasmodico che riduce il dolore anche a livello reumatico.


Uso in cucina

Il ore è commestibile, dal sapore delicato che viene bene aggiunto a zuppe o a fresche insalate estive.


Immagini: pixabay.com


NOTA

Il contenuto di questa pagina, scritto o video, comporta delle semplificazioni. Considera le informazioni pubblicate in questa pagina come di carattere generale e non coprono tutti gli aspetti dell'argomento. Nessun parere inserito in questa pagina vuole sostituirsi al parere del medico di fiducia.


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