La struttura dei miracoli


Cosa sono e devi sapere che nei fai tutti i giorni senza nemmeno saperlo, è solo un problema nel riconoscerli.


Iniziamo dal mainstream di questo periodo storico, dicesi Miracolo:

(Oxford Dictionary) Dal lat. miracŭlum ‘cosa meravigliosa’, der. di mirari ‘ammirare’.

Fatto che si ritiene dovuto a un intervento soprannaturale, in quanto supera i limiti delle normali prevedibilità dell'accadere o va oltre le possibilità dell'azione umana.

E fin qui tutto bene, poi prendiamo la sua parte religiosa, visto che possiamo affermare che la parola miracolo ad oggi ha sempre una immagine che si immerge nel sentito religioso (https://it.wikipedia.org/wiki/Miracolo):

[...] in teologia, è un evento straordinario, al di sopra delle leggi naturali, che si considera operato da Dio direttamente o tramite una sua creatura. Nel linguaggio comune, per estensione, il termine miracolo indica anche un fatto eccezionale, che desta meraviglia. Colui che si ritiene abbia compiuto dei miracoli di natura medica è detto taumaturgo.

Come vengono riconosciuti i miracoli dentro alla Chiesa di casa?

Prendiamo la sintesi che hanno fatto qui, in buona sostanza il riconoscimento viene fatto tramite un comitato anche scientifico nel quale viene fatta una attenta analisi di quelli che sono stati i processi della malattia e come la guarigione sia giunta anche senza la somministrazione delle cure. Una volta che questo comitato scientifico conclude i suoi rilievi si arriva alla sottomissione del caso a un ulteriore comitato ecclesiastico nel quale una votazione finale e il responso del Santo Padre arriva al riconoscimento dell'"evento meraviglioso". Parlando di cose tecniche l'iter del riconoscimento si conclude con le burocrazie del pagamento e tracciabilità del denaro. È comunque un meccanismo molto meccanico e medico nel quale viene misurato tutto quello che succede sempre on il metro della medicina ufficiale.


Il miracolo si deve svolgere anche in un contesto di Fede

Ecco qui le cose si fanno molto più interessanti, prendendo questo articolo:

[...] contrariamente a quanto si crede, un miracolo non è solamente un fatto sensazionale, incredibile ed inspiegabile, ma implica anche una dimensione spirituale. Così, per essere qualificata come miracolosa, una guarigione deve ottemperare a due condizioni: che avvenga secondo delle modalità straordinarie e imprevedibili, e che sia vissuta in un contesto di fede Sarà perciò indispensabile che si crei un dialogo tra la scienza medica e la Chiesa.

Qui si apre una questione molto più interessante che non abbraccia solo la Chiesa o la religione in genere. Si devono creare anche delle condizioni nelle quali qualcosa scatta dentro di noi per rendere possibile un processo alchemico particolare. Tutti coloro che hanno ricevuto un miracolo erano persone con grande fede, ovvero la credenza cieca che si stia generando un momento dove il solo meccanismo che porta un beneficio è quello della guarigione.

Non ci possiamo fermare solo qui, il meccanismo che porta a una evoluzione di una situazione in maniera vantaggiosa è anche la morte, noi siamo per la vita, come è giusto che sia, ma quel momento speciale è quello che fa la differenza, gli eventi tracciati come miracoli erano persone in estasi? Su altre discipline la possiamo chiamare anche costellazione schizzofrenica, comunque uno stato alterato di coscienza produce un cambiamento.


Allora, solo la Chiesa, qualunque essa sia, parla di Miracoli?

Andando indietro nelle varie discipline antiche abbiamo gli Alchimisti, parola fortemente inquinata di aspetti negativi in quanto l'immaginario ha sempre parlato di cose che scientificamente non erano possibili.

Chi ha letto i sacri testi dell'alchimia, come coloro che stanno facendo un percorso legato alle terapie complementari come la Naturopatia, sanno che il processo dell'Alchimista non era un patto con il diavolo, ma la creazione di una situazione dove anche lo stesso operatore seguiva un percorso di connessione con il Grande Disegno dell'Universo e rendersi veicolo idoneo per un processo di trasformazione.

Chi altri abbiamo? Quelle che chiamiamo streghe, che non erano solo donne, ma tutti coloro che anche in questo caso sono riusciti a mettersi in contatto con una loro parte profonda e potente facendosi veicolo del Grande Disegno dell'universo, una brutta traduzione delle formule e degli incantesimi delle streghe è quella delle formule. Messa in questi termini pare che pronunciare una sola parola o una frase faccia funzionare le cose. L'inglese, lingua dalla quale arriva ormai la maggior parte della stregoneria, parla di cast the spell, lancia la formula come se venisse lanciato un oggetto, ma anche la costruzione di qualcosa dal contesto di casting che sentiamo in altri frangenti. Anche in questo caso la strega lancia un meccanismo, che non è solo la formula, ma dentro di lei ci sono pensieri, energie che vengono evocate per avere quella fede chiara che quel momento è il solo che deve verificarsi e portare quel vantaggio che serve.

In questo caso possiamo parlare di miracolo pilotato, sia che parliamo di Alchimia, che si stregoneria.


E i miracoli di The secret?

Anche qui abbiamo un discorso molto interessante. Mettiamo a parte tutto quello che è solo pura operazione commerciale, ma anche in questo caso stiamo lavorando sulla costruzione di una situazione ideale in cui creare quella zona di conforto che cambia le cose. Nella pubblicazione video abbiamo sentito dell'amarsi, del mettere una immagine della casa che vogliamo, del trovare quella situazione che nella quale avere quella disinvoltura ideale e stare bene. E come avviene, di nuovo costruendo un meccanismo che scatena l'energia.


Tutto olistico, manca forse una questione più scientifica

Lo stesso Einstein, padre della relatività, in una lettera del 4/12/1926 indirizzata al fisico Max Born, Einstein esprime il suo disappunto verso la meccanica quantistica:

...la meccanica quantistica è degna di ogni rispetto, ma una voce interiore mi dice che non è ancora la soluzione giusta. È una teoria che ci dice molte cose, ma non ci fa penetrare più a fondo il segreto del gran Vecchio. In ogni caso, sono convinto che questi non gioca a dadi col mondo.”

Diceva una cosa più profonda, sosteneva che la meccanica quantistica fosse una teoria incompleta del mondo e che esistessero delle “variabili nascoste” che, una volta scoperte, avrebbero portato una trattazione deterministica anche dei fenomeni del mondo microscopico, nel senso che si deve rappresentare il mondo e non la sua probabilità.

Posta la questione in questi termini, comunque si deve partire da un modello che dice che tutto quello che succede in un universo (come quello di Einstein) che ha 11 dimensioni, sapendo che possiamo supporre che ci siano, ci rimane (per ora) solo la probabilità.


Modificare la distribuzione delle probabilità

Questo stato alterato quindi fosse una ri-distribuzione delle probabilità? Nel senso di arrivare un sentire e agire capace di rendere possibile la costruzione di una situazione vantaggiosa? Anche provare a farlo funzionare in questa maniera fa sperimentazione. È vero che siamo in un universo dove le cose non sono (ancora) certe, ma abbiamo capito che non è tanto una formula che deve essere recitata, è piuttosto una (ri)connessione con il grande vecchio, per entrare in un mondo di energia e materia (visto che la fisica quantistica lavora anche su questo piano spiegando tante cose, non tutte), e far succedere le cose.


Tutto quindi è rapportabile all'UNO

Che cosa abbiamo imparato quindi, che basta mettere tutto assieme e fa la differenza il vissuto. In un mondo dove abbiamo settorializzato le cose, ogni evento ha la sua collocazione in termini di materie ed approccio protocollare, stracciamo i protocolli e vedremo che una parte della spiegazione è anche in tutto il resto.


Un miracolo non è solo la guarigione

Oppure tutto è guarigione: portare in salute una situazione, malata per dei rapporti con gli altri malati, per una malattia vera che ci invalida. Dobbiamo lavorare per costruire quindi quella situazione vantaggiosa che ci va meglio. Ma deve essere chiaro che l'andarsene e lasciare il palcoscenico è una delle tante soluzioni, il fatto che la renda migliore o peggiore non è una questione probabilistica, piuttosto una questione etica.


Cosa sono quindi i miracoli?

Sono eventi che scateniamo, mettendoci del nostro, tutto quello che siamo costruendo, non solo un proposito ma mettendo tutto quello che siamo. Facciamo un esempio:

Sono due miracoli diversi il ricevimento di una grossa somma di denaro ad una persona che non ha fiducia nel prossimo e una che ha paura della povertà. Nel proposito del vincere alla lotteria uno di loro potrebbe perdere molto velocemente il denaro che arriverà, perchè in quel desiderio c'è anche tutto il suo mondo, di persone che presto faranno sparire quella somma. Nel secondo, con altre controindicazioni che potrebbero comunque affiorare, ci sarà finalmente un apporto costante di liquidi.

Tutti e due hanno lanciato la loro formula, tutti e due hanno modificato la distribuzione delle probabilità, tutti e due hanno costruito un miracolo dove inspiegabilmente sono arrivate cose. Ma dovrebbero essere pronti, guardare dentro a se stessi, per arrivare alla giusta padronanza vedendo tutte le situazioni in un universo che ha ancora delle dimensioni nascoste.

Se sono nascoste, non sono visibili 😁 vuol dire che sta a noi vedere gli aspetti di quella situazione che vogliamo raggiungere, e non lasciare niente indietro, proprio come quell'incantesimo.

Per farlo guardiamo dentro a noi stessi e riacquistiamo cognizione della nostra collocazione, ogni disciplina che abbiamo visto sopra potrebbe essere un giusto punto di entrata, quella che ci sentiamo meglio dentro contribuisce nella costruzione della padronanza, ma non basta, il proposito viene da noi, e la formula fine a se stessa non è niente.


Che fare nella nostra giornata?

Possiamo fare miracoli quindi tutti i giorni, ricevere quella telefonata che speravamo o che temevamo perché tutto è proposito.

Cosa mi interessa di tutto questo?

È la prima frase che posso recitare per iniziare a capire le cose, a fronte di qualsiasi situazione, chiedersi cosa succede, in che cosa sono coinvolto. Chiarisce subito la mia posizione e quella degli altri. Da qui, iniziamo a capire la nostra collocazione nel mondo.

E come diceva sempre in nostro Einstein:

Ci sono due modi di vivere la vita. Uno è pensare che niente è un miracolo. L'altro è pensare che ogni cosa è un miracolo [1].

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